17/09/2011 - Il risultato di uno studio effettuato nel Regno Unito dalla Oxford University. La carne uccide 45.000 persone ogni anno - (230 le fonti bibliografiche citate)
Fonti
1) SSNV – Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (trad. italiano)
2) The Independent
3) Friends of the Earth - Report: Healthy planet eating (testo in inglese; pagg.32 – riferimenti bibliografici 230) - British Heart Foundation Health Promotion Research Group, Department of Public Health, University of Oxford, ottobre 2010
Un articolo del quotidiano inglese The Independent, dell'ottobre 2010, cita uno studio dell'unità cardiologica della Cornell University secondo cui diminuendo il consumo di carne si potrebbero prevenire, nel solo Regno Unito, 45.000 morti premature ogni anno.
La ricerca della Oxford University ha calcolato quello che avverrebbe diminuendo il consumo a 25 kg l'anno e a 11 kg l'anno (in totale tra carne e altri prodotti animali come latte e uova): con 25 kg l'anno si eviterebbero 32.352 morti l'anno, con 11 kg si eviterebbero 45.361 morti.
In particolare, lo studio ha calcolato che diminuendo il consumo di carne da "ogni giorno" a "tre pasti la settimana" (che è comunque un consumo alto, ma certamente molto inferiore al consumo "normale" oggi diffuso) si eviterebbero 31 mila morti per malattie cardiovascolari, 9 mila per cancro e 5 mila per ictus e si farebbe risparmiare oltre 1,3 miliardi di euro al servizio sanitario nazionale. Eliminando completamente il consumo di carne queste cifre ovviamente aumentano ancora di più
La ricerca e' stata commissionata dall'associazione Amici della Terra, ed è stata pubblicata nel loro dossier Healthy planet eating
Nel dossier viene fatto anche notare come la riduzione del consumo di carne aiuterebbe molto a rallentare i cambiamenti climatici e la deforestazione delle foreste pluviali.
Dal punto di vista dell'ambiente, è noto come le foreste pluviali vengano disboscate per allevare animali (o coltivare i loro mangimi) la cui carne viene esportata in Europa.
Il dossier spiega come la carne rossa sia maggiormente correlata col cancro al colon, mentre tutta la carne grassa (bianca o rossa), ma anche latticini e uova (ricchi di grassi animali e colesterolo) siano causa di obesità e malattie cardiovascolari.
Il dossier fa anche notare come la carne lavorata (insaccati e simili) sia ancora più dannosa per la salute rispetto a quella "fresca", ma come invece non ci sia alcuna differenza - dal punto di vista salutistico - tra "carne rossa" (cioè manzo, maiale, agnello), "carne bianca" (pollo) e pesce, perché tutta la "carne" gli animali d'allevamento intensivo è diventata negli ultimi decenni sempre più grassa, vale a dire contiene sempre più grassi saturi e colesterolo e sempre meno proteine.
Dati recenti dei ricercatori della London Metropolitan University hanno infatti dimostrato come un tipico "pollo di supermercato" contenga oggi una quantità di grassi 2,7 volte superiore a quella del 1970 e il 30% in meno di proteine; di conseguenza, la quantità di calorie e' aumentata del 50%. Questo vale anche per i polli di allevamento biologico: la loro carne contiene un po' più di proteine e un po' meno grassi, ma la differenza non è molto elevata, rimane comunque una carne molto più grassa rispetto a pochi decenni fa, quindi TUTTA la carne di pollo, qualsiasi sia il tipo di allevamento, è dannosa per la salute, così come lo è la carne "rossa".
L'associazione Amici della Terra, con la pubblicazione di questo report, ha invitato il governo a promuovere un'alimentazione a basso consumo di carne, attraverso campagne informative verso il pubblico