17/02/2013
Fonte:
Cancer Epidemiology Unit, Nuffield Department of Clinical Medicine, University of Oxford, Oxford, United Kingdom.
( testo in inglese - testo in italiano )
Autori:
Crowe FL, Appleby PN, Travis RC, Key TJ
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- Vegetariani a minor rischio di sindrome metabolica (-66%)(diabete, malattie cardiovascolari)
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Il titolo esatto dello studio (durato oltre 10 anni) è:
Risk of hospitalization or death from ischemic heart disease among British vegetarians and nonvegetarians
Cioè:
Rischio di ospedalizzazione o di morte per cardiopatia ischemica tra i vegetariani e non-vegetariani britannici
Le conclusioni (leggibili qui, nell’evidenziato in giallo) sono chiare:
(inglese) - “Consuming a vegetarian diet was associated with lower IHD risk, a finding that is probably mediated by differences in non-HDL cholesterol, and systolic blood pressure”
(italiano) - “Il consumo di una dieta vegetariana è stato associato con un più basso rischio di cardiopatia ischemica, una constatazione che è probabilmente mediata da le differenze di colesterolo non-HDL, e la pressione arteriosa sistolica”
Una sintesi del documento.
Il cuore dei vegetariani è più forte di quello degli onnivori. Secondo uno studio della Cancer Epidemiology Unit presso l’University of Oxford, chi segue una dieta priva di carne e pesce è sottoposto ad un rischio di malattie cardiache inferiore rispetto agli altri. I risultati sembrano quindi aprire alla possibilità di ridurre l’elevato numero di decessi legati a simili patologie. Solo nel Regno Unito colpiscono circa 65.000 individui all’anno mentre rappresentano ormai la principale causa di mortalità nei Paesi più sviluppati.
Seguire una dieta vegetariana ridurrebbe, secondo lo studio, il rischio di malattie cardiache del 32% rispetto ad una onnivora. A partire dal 1990, sono stati tenuti sotto osservazione per la European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC)-Oxford 45.000 volontari, il 34% di questi vegetariani (ndr. Quindi un numero abbastanza consistente per poter effettuare i confronti). Le valutazioni effettuate dai ricercatori evidenziano livelli di colesterolo e di pressione sanguigna inferiori tra chi non consuma carne e pesce, ma non solo: valori più bassi si registrano anche per quanto riguarda l’Indice di Massa Corporea (IMC) e per quanto riguarda il possibile sviluppo di forme di diabete. Anche escludendo l’IMC dalla percentuale finale, la possibilità di sviluppare patologie legate al cuore calano del 28% rispetto agli onnivori.
Stando alle conclusioni finali della ricerca, finanziata dal Cancer Research UK and the Medical Research Council, l’alimentazione si dimostrerebbe ancora una volta di assoluto rilievo per quanto riguarda la prevenzione delle malattie. I risultati aprono infine a nuovi progetti di studio per verificare le possibilità offerte dalla dieta vegetariana.