27/10/2009 - Fonti: Times (PDF) - Corriere della Sera-Scienza (PDF) e Apcom TG LA7 (PDF) e Londra - Arriva da una fonte autorevole l’ennesima ricetta per affrontare i problemi del pianeta. Non è l'appello naif di una qualche organizzazione naturalista, ma il pressante invito rivolto dalle colonne del Times da uno dei massimi esperti britannici di variazioni climatiche, l'economista Lord Nicholas Stern di Brentford, autore del rapporto Stern 2006, pietra miliare della politica ambientalista britannica, ex economista capo ed ex vicepresidente della Banca Mondiale, ora IG Patel Professore di Economia presso la London School of Economics.
Se davvero vogliamo salvare il pianeta dal riscaldamento climatico, dobbiamo...
diventare tutti vegetariani, o quasi. Gli allevamenti determinano uno sciupio enorme di acqua e producono una quantità altissima di gas effetto serra. Sono uno spreco immenso delle risorse del pianeta. Una dieta vegetariana è decisamente migliore", spiega Stern, aggiungendo: "Adesso ho 61 anni. Da quando ero studente ad oggi l'atteggiamento nei confronti del bere o della guida è cambiato radicalmente, la gente ha cambiato idea su ciò che è o meno responsabile. Adesso dovranno chiedersi sempre di più di quanta 'anidride' è responsabile il cibo che mangiano". Fra gli accordi che dovranno essere stipulati alla Conferenza di Copenhaghen (dal 7 al 18 dicembre) vi dovrà essere anche quello - secondo Stern - per imporre un netto aumento dei prezzi dei prodotti alimentari che determinano un impatto nocivo sull'ambiente. Lord Stern ha calcolato che i contribuenti britannici saranno costretti a pagare 3 miliardi di sterline l'anno a partire dal 2015 per aiutare i paesi poveri a far fronte alle variazioni climatiche.